La nascita del Comitato

Il Comitato IO NON MI UCCIDO nasce con lo scopo principale di denunciare la condizione di “disperazione” in cui si sono travate, improvvisamente, centinaia di migliaia di Italiani in seguito alla cosiddetta “grande recessione” del 2008 i cui effetti nefasti incominciarono a manifestarsi prepotentemente negli anni successivi. 

Ripercorrere la storia del Comitato non è facile. E’ ancora presente in tutti noi il dolore di tante morti. Troppe.

Resta la consolazione di aver visto concretizzarsi, in leggi dello Stato, alcune proposte che avevamo fatto agli inizi della crisi e che, se tempestivamente adottate, avrebbero evitato migliaia di suicidi.

In aggiunta l’Italia imboccò il “tunnel” della recessione a partire dal 20 settembre 2011 con il taglio dell’affidabilità del debito pubblico da parte dell’agenzia Standard’s & Poor’s e con la conseguente crescita dello spread che giunse alla soglia dei 495 punti. Una situazione fuori controllo tanto da provocare il 12 novembre le dimissioni dell’esecutivo guidato dal premier Silvio Berlusconi.

La nascita del successivo governo tecnico guidato dal senatore a vita Mario Monti non ebbe gli effetti sperati tanto che il rating subì un ulteriore declassamento.

L’aumento dei costi bancari e la crescente caduta dei consumi, aggravarono progressivamente le condizioni delle imprese costrette ad un ulteriore indebitamento nell’attesa della “luce in fondo al tunnel” tanto sbandierata dalla classe politica.

#iononmiammazzo

Nei primi mesi del 2015 il grido di allarme del popolo delle partite iva si è alzato sempre più forte, come purtroppo anche il susseguirsi delle notizie di suicidio, e molti commercianti e piccoli imprenditori hanno incominciato a pubblicare sui canali social la propria foto con in mano un cartello contenente la scritta #iononmiammazzo o #iononmiuccido, proprio a denunciare situazioni insostenibili, create dalle banche e da una legislazione completamente inadeguata.

Ma qualcosa è cambiato a partire dal 4 Giugno 2015 quando ad Avezzano, in Abruzzo, Marco Carli di 34 anni, sposato e con un figlio piccolo, ha deciso di togliersi la vita poco dopo aver pubblicato la sua foto proprio con il cartello #iononmiammazzo.

Un “controsenso” che però è servito a far comprendere come quei cartelli non erano una semplice forma di protesta.

Del resto i dati negativi che hanno caratterizzato il periodo non lasciavano spazio ai dubbi: tra il 2009 e 2016 i fallimenti hanno riguardato più di 100.000 imprese mentre le chiusure hanno superato il milione e mezzo con oltre 625.000 i posti di lavoro persi in pochi mesi.

Una disperazione che ha colpito, e colpisce ancora una intera classe di lavoratori, lasciata sola, senza alcuna forma di paracadute ne economico ne sociale, salvo qualche sporadico soccorso derivato dalla libera iniziativa di singoli cittadini

Una “strage di stato” consumata nella indifferenza della gente, nella totale inadeguatezza della legislazione, con una magistratura poco attenta e soprattutto con la partecipazione colpevole di una miriade di soggetti, in primis gli istituti bancari, che nel tentativo di salvare i propri fatturati non hanno esitato ad approfittare della situazione di debolezza dei loro clienti resa ancor più grave dalla totale complicità della politica.

Si pensi ad esempio alla approvazione del D.L. n. 59/2016 che da un lato ha agevolato e reso più veloce la procedura di pignoramento e vendita all’asta stabilendo una durata MASSIMA DI 6 MESI (in passato il pignoramento immobiliare poteva invece protrarsi per anni ), mentre ha LASCIATO DURARE ALL’INFINITO LE ALTRE CAUSE CIVILI CHE RIGUARDANO LE BANCHE, magari proprio all’origine del pignoramento (usura, revoca immotivata, segnalazioni illegittime ecc.), dall’altro ha consentito la possibilità di ridurre il prezzo di vendita a livello infimo, ed infine con l’introduzione dell’ art. 590-bis cod. proc. civ. ha CONSENTITO DI ACQUISTARE IL BENE SVENDUTO PER CONTO TERZI, alimentando un vero e proprio commercio sulla “pelle” dei terremotati economici.

Come pure il fatto che tra il 2005 fino al 2008, l’Euribor sarebbe stato manipolato e truccato, “costringendo” i clienti a pagare più di quanto naturalmente avrebbero dovuto.

Ma in genere vi è stata una vera escalation di pratiche bancarie scorrette messe in atto da direttori di banca senza scrupoli concentrati a loro volta a salvaguardare il posto di lavoro.

Significativi in questo senso i biglietti lasciati da diversi imprenditori per spiegare le motivazioni del loro gesto.

Ma come non ricordare la lettera testamento di Michele Valentini, di 30 anni, lasciata nella tasca della giacca il 31 Gennaio 2017 prima di suicidarsi: 

“Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte …”
A nostro avviso andava “pensato” un diverso modo di affrontare il problema del lavoro.

Non più un modo per tenere “occupate” le persone ma un modo per dare loro la possibilità di essere felici.

Un reddito di “cittadinanza” quindi non solo per chi era inattivo ma anche per chi aveva “bisogno” di trovare una nuova occupazione.

Non più singole persone che si accontentano, affamate, folli, ma piuttosto un sistema che si prenda cura dei propri “figli”.

Ma tutto questo doveva restare nascosto

Con la scusa del rischio di emulazione, che stranamente non veniva richiamato per altri gesti come ad esempio il femminicidio, si è corso il rischio di nascondere questo fenomeno.

Il silenzio andava rotto

come avevano capito anche altri soggetti

i liberi imprenditori federalisti europei incominciano a tenere la conta dei “propri” caduti.

“Questa pagina è dedicata agli imprenditori veneti che hanno deciso di lasciarci, morti non suicidi come si vuole far credere, ma uccisi dal sistema Italia alla stessa stregua dei soldati morti nella grande guerra: non caduti per amore della patria ma mandati al massacro da criminali mitomani a capo di un’Italia, perfida matrigna”,

IL TRISTE RITO DELLA RACCOLTA DELLE NOTIZIE

Il Comitato “io non mi uccido” nasce quindi spontaneamente tra cittadini e piccoli imprenditori, “amici” nella vita reale e nel mondo virtuale, proprio per diffondere le notizie dei suicidi e la disperazione dei commercianti, piccoli imprenditori, partite iva, disoccupati e per cercare di attrarre l’attenzione delle istituzioni e della opinione pubblica

Un autentico stillicidio che però è servito a rompere il muro fatto di silenzio e diffidenza.

La diffusione di due notizie di media ogni giorno, poco rispetto ai 4200 suicidi annui accertati dall’ISTAT, sono state comunque sufficienti a dare l’idea del fenomeno e soprattutto a togliere il freddo velo delle statistiche e restituire tutto il dramma di ogni singola tragedia.

L’ELENCO DELLE NOTIZIE SU “IONONMIUCCIDO.IT”

Per rendere più “convincente” l’incredibile serie di notizie che circolavano sui social, dal 2016, il comitato ha incominciato a raccogliere le notizie di suicidi riportate dalle testate locali nel blog “iononmiuccido.it” poi divenuto l’organo ufficiale del Comitato.

A titolo di esempio vi mostriamo alcune di queste raccolte mensili

GIUGNO 2017, LUGLIO 2017, AGOSTO 2017, SETTEMBRE 2017, NOVEMBRE 2017, DICEMBRE 2017, GENNAIO 2018, FEBBRAIO 2018, MARZO 2018, APRILE 2018, MAGGIO 2018, GIUGNO 2018, LUGLIO 2018, AGOSTO 2018

Non sono numeri

Nel settembre 2018 il Comitato decide di sospendere l’attività di raccolta delle notizie di suicido in quanto la drammaticità dei racconti è “troppo straziante” per chi deve poi “sopravvivere” ogni giorno nella certezza del loro tragico ripetersi

NON SONO NUMERI

Il dominio inutilizzato viene “incredibilmente” occupato da una azienda per vendere calzature sportive, a dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, di quanta poca sensibilità esisteva intorno a questa tematica.

Fortunatamente, anche grazie alle proteste giunte da più parti, il dominio dal 2021 è tornato nuovamente a disposizione del comitato.

LE NOSTRE PROPOSTE: SALVIAMO LA PRIMA CASA E IL REDDITO DI CITTADINANZA

Alla attività di denuncia il comitato ha affiancato anche quella propositiva e un’opera di sensibilizzazione attraverso la partecipazione a convegni, trasmissioni radio e tv.

Tante sono state le proposte rimaste inascoltate e che avrebbero potuto ridurre i numeri della strage in atto: 1) rendere non pignorabile la prima casa, sempre e senza condizioni, con estinzione ope legis delle ipoteche comunque iscritte. Al loro posto prevedere altre forme di garanzia come la cessione del quinto dello stipendio e “soccorso” dello Stato nel caso di perdita involontaria del lavoro. 2) evitare l’effetto domino dei fallimenti consentendo alle aziende di compensare i propri debiti iva con i crediti non riscossi e accertati negli stati passivi fallimentari 3) rivedere il meccanismo delle segnalazioni a sofferenza alla centrale rischi di Banca Italia 4) costituire un fondo per i familiari delle vittime della pressione fiscale e della usura bancaria 5) rendere operativo e completamente gratuito il meccanismo previsto dalla c.d. legge anti suicidio 6) rendere automatica per legge la restituzione degli interessi indebitamente percepiti dalle banche in seguito alla manipolazione dell’euribor 7) introdurre un reddito di cittadinanza

Tra le tante iniziative messe in campo vale ricordare quella del 13 aprile 2016 realizzata da Radio Cusano che è servita a raggiungere una platea diversa e a documentare due nostre proposte: rendere non pignorabile la prima casa e introdurre un reddito di cittadinanza, come è possibile ascoltare dal minuto 8.30

Il 20 Maggio 2016 a Fermo, nelle Marche, viene organizzato un convegno dal titolo “Strozzati dalle Tasse, derubati dalle Banche” e poi quello di Concordia Sulla Secchia (MO) dal titolo “Strozzati dalle Tasse e dalle Banche”.      

SALVA UNA CASA SALVA UNA VITA

Difronte alle resistenze dei Parlamentari (nella pagina Facebook del Comitato vengono pubblicati i 950 indirizzi e-mail dei Parlamentari con l’invito a spedire una richiesta d’intervento) nell’appoggiare una proposta di legge che introducesse la non pignorabilità e non ipotecabilità della abitazione di residenza abbiamo divulgato un progetto di salvaguardia di questo bene primario come si può integralmente leggere nell’articolo “Salva una casa, Salva una vita”.

A Marzo 2017 portiamo la nostra protesta davanti al Parlamento Italiano

IL MURO DEL SILENZIO INIZIA A SGRETOLARSI

Con il tempo diverse testate giornalistiche hanno incominciato ad interessarsi della nostra attività ed anche i media nazionali hanno rotto il muro del silenzio ….

http://www.ilpuntoquotidiano.it/io-non-mi-uccido-no-ai-suicidi-economici/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/24/crisi-e-il-semestre-nero-dei-suicidi-economici-ma-listat-non-li-conta-piu/1902144/

Ora è giunto il tempo di prestare un aiuto concreto a chi si trova in uno stato di disperazione

l’8 Dicembre 2023 viene costituita l’Associazione di Promozione Sociale #iononmiuccido Formare Informare Sostenere

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