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IMPRENDITORE EDILE DI 36 ANNI SI SUICIDA A MENFI

Si aggiunge alla lunga lista di commercianti, piccoli imprenditori, possessori di partita iva, lasciati soli ad affrontare una crisi che deprime una intera generazione

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TRENTO: UCCIDE I SUOI FIGLIOLETTI DI 2 E 4 ANNI E POI SI SUICIDA

Ha ucciso a martellate i suoi figlioletti di 2 anni e 4 anni e poi si è suicidato gettandosi in un dirupo.

E’ successo a Trento. Il padre Gabriele Sorrentino, 40 anni, consulente finanziario, ex carabiniere, è descritto da tutti come una persona tranquilla . Alla base del gesto sembra ci siano problemi economici evidenziati dalla impossibilità di portare a termine l’acquisto programmato di un appartamento.

Purtroppo è questo un triste copione che siamo costretti a raccontare da quasi dieci anni. Migliaia di persone che si tolgono la vita sotto l’insopportabile peso dei problemi economici e della conseguente depressione.

Vale la pena ricordare che siamo arrivati a circa 400 suicidi al mese, ma i numeri ufficiali vanno quantomeno raddoppiati in quanto la causale “suicidio” non è sempre apponibile dal medico che deve accertare la morte e che deve entro 24 ore predisporre quella certificazione medica che è l’unica che viene presa statisticamente in considerazione.

Nonostante questi numeri incredibilmente significativi si deve attendere il clamore di notizie come questa per porre l’attenzione su una problematica volutamente nascosta dalle istituzioni e dai tg nazionali.

Se non ci fosse stato l’orrore della morte di questi due piccoli innocenti nessuno si sarebbe accorto del dramma in cui versa una fetta consistente della popolazione italiana.

Eppure per ognuna delle 390 aziende che ogni giorno chiude i battenti segue un dramma simile. Spesso senza un fine tragico ma con tutti i risvolti e le tensioni che le situazioni di “disperazione” economica determinano.

Aver pensato alla crisi economica dal solo versante dei lavoratori dipendenti è stato un errore colossale. Le principali vittime sono state, e lo saranno per lungo tempo, i disoccupati,  i piccoli imprenditori,  i possessori di partita iva,  lasciati soli senza alcuna forma di tutela.  Con i propri debiti, senza lavoro e spesso con i propri beni dati in garanzia depredati.

Tragedia a «Le Albere» padre uccide i suoi figli e muore suicida.

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FEBBRAIO 2017 – 50 SUICIDI CHE NESSUN TG NAZIONALE HA AVUTO IL CORAGGIO DI RACCONTARE

Le testate giornalistiche nazionali sembrano impegnate a dare una falsa rappresentazione della situazione italiana. 

La realtà che riusciamo a carpire dai territori è invece completamente diversa.

Centinaia di suicidi ogni mese ….  che si potevano evitare 

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L’ULTIMA LETTERA DI UN TRENTENNE. NEGATO IL DIRITTO ALLA FELICITA’

Questa è la lettera che il 31 Gennaio 2017 Michele Valentini di 30 anni  ha lasciato nella tasca della giacca prima di togliersi la vita e che bene descrive la depressione che sta investendo una generazione di  “terremotati economici”.

“Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.

Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.

Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile. Continua a leggere L’ULTIMA LETTERA DI UN TRENTENNE. NEGATO IL DIRITTO ALLA FELICITA’

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GENNAIO 2017 – 62 SUICIDI NASCOSTI ALLA OPINIONE PUBBLICA. PERCHE?

QUELLO CHE I TG NAZIONALI NON DICONO
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Marzo 2017 – suicidi tra gli adolescenti. L’altro volto della crisi

Troppi sono i suicidi di adolescenti che stanno funestando questo Marzo 2017.
Una crisi economica infatti non può essere descritta solo dal freddo scorrere dei dati.
Dietro ad ogni azienda che chiude, dietro ad ogni perdita di lavoro, c’è il dramma di una famiglia. E a farne le spese sono spesso i soggetti più deboli…

In questo contesto era facile prevedere un effetto a catena. Problemi economici, crisi familiare, aumento dei suicidi.
La sensazione è quella di uno Stato che ha lasciato soli i propri cittadini. Invece di difenderli li ha lasciati morire. E quel minimo di prevenzione esistente è risultata del tutto inadeguata perché incentrata solo sulla malattia. A volte addirittura controproducente. Perché imbottire di antidepressivi la persona che non dorme per problemi economici non lo aiuta di certo ma aggrava considerevolmente la sua situazione. Lo rende meno reattivo. Oltre che mandare nel panico gli altri membri della famiglia.

Dare un sostegno legale, economico e lavorativo ai “terremotati economici” era l’unica strada da seguire per evitare una strage.

Indagini sul ragazzo caduto dalla finestra, non si esclude il suicidio

 

http://www.padovaoggi.it/cronaca/suicidio-trebaseleghe-10-marzo-2017.html

http://corrieredellumbria.corr.it/news/canale-corriere-dell-umbria/252012/muore-a-17-anni-ancora-un-suicidio-dal-ponte-delle-torri.html

http://www.farodiroma.it/2017/03/10/facebook-telefono-azzurro-suicidi-dei-minori/amp/

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UNA STRAGE DI STATO

Il fenomeno dei suicidi per problemi economici in Italia ha assunto proporzioni preoccupanti. La significativa mancanza di dati ufficiali (dal 2010 l’ Istituto Nazionale di Statistica si affida esclusivamente alle certificazioni della causa morte che il medico deve compilare entro le 24 ore dal decesso, cosa che avviene ovviamente senza disporre di tutti gli elementi per determinare con certezza se si tratta di suicidio oppure di una causa accidentale) non ha impedito al Comitato Io non mi Uccido, nato proprio per denunciare la drammatica situazione Italiana, di raccogliere le notizie provenienti dalle testate giornalistiche locali e di attribuire le cause di questa strage al totale abbandono in cui i cittadini italiani sono stati lasciati, in quest’ultimo decennio, nonostante gli effetti della crisi economica fossero facilmente prevedibili.  In realtà si può stimare un numero almeno doppio di suicidi (almeno 8000) rispetto a quelli senza dubbio individuabili per le modalità con cui è sopraggiunta la morte  (le statistiche Istat riferiscono una media annua di 4000 certificati medici con indicazione di suicidio). A questi si devono aggiungere anche una parte degli oltre 5.000 casi di morte “accidentale” ovvero delle 11.000 cause “non definite”, cioè tutte quelle notizie che giornalisticamente vengono indicate con l’indicazione “causa naturale” o i suicidi attraverso barbiturici o altri medicinali frettolosamente riportate come morti da “overdose”.

Dati che non si può fare a meno di collegare a quelli altrettanti preoccupanti che parlano di un nefasto trend riguardante la chiusura di aziende: nel 2013 in Italia hanno chiuso in media 54 imprese ogni giorno, due ogni ora ( con 14.269 fallimenti, in crescita del 14% rispetto al 2012 e del 54% rispetto al 2009) per arrivare al 2015 dove “ hanno chiuso sedici imprese ogni ora. 390 al giorno. Oltre 142.000 in un anno (dati che emergono da una ricerca di Rete Imprese Italia con il Ref) e che fanno pensare che il numero dei suicidi subirà purtroppo un notevole incremento. Se infatti nel 2013 i certificati medici con indicazione di un trauma autolesivo sono stati oltre 4000 a fronte di 54 aziende chiuse al giorno ci chiediamo quanti saranno stati i suicidi nel 2015 con 390 aziende chiuse ogni giorno e quanti saranno in questo prossimo futuro ….

Ma al di là della infinita discussione sui numeri e sulla considerazione che l’Italia sarebbe in linea o addirittura presenterebbe un numero sensibilmente inferiore di suicidi rispetto ad altri paesi industrializzati quello che il Comitato Io Non Mi Uccido ha evidenziato è che a differenza di molte altre realtà straniere gran parte di questi suicidi per problemi “sociali” si potevano e si possono evitare. E questo è quello che conta veramente.